BUSINESS INTELLIGENCE & WINE


Quando parliamo di Business Intelligence (BI), la prima immagine cui la associamo è quella del software che la appoggia: nomi come Board, Business Objects, Hyperion, Cognos, MicroStrategy fanno oramai parte della vita quotidiana di molte realtà.
Identificare la BI con un software è però molto limitativo, e per certi versi fuorviante. La BI è prima di tutto un processo organizzativo, che ha lo scopo di trasformare informazioni e dati in conoscenza puntuale delle performance aziendali.
Il software è solamente uno strumento per mettere in pratica e monitorare tale processo: la traduzione, in termini informatizzati, delle idee del management in merito all’analisi dell’organizzazione e degli andamenti dell’azienda.
Il panorama, sotto questo nuovo punto di vista, cambia radicalmente. “Fare Business Intelligence” non vuol dire investire in un software che genera report, ma, secondo una visione molto più ampia, organizzare i dati aziendali ed il loro flusso all’interno dell’organizzazione, in modo da tenere sotto controllo i parametri più interessanti ed indicativi dell’andamento aziendale.
Questo concetto è, in quest’ottica, applicabile a tutte le realtà: enti pubblici come aziende private, grandi multinazionali come piccole imprese.
Una volta imboccata la via della Business Intelligence, per gestire tale processo in modo automatizzato, si può scegliere il software che più si adatta alle caratteristiche della realtà in cui ci si trova, anche in base alla disponibilità di investimento (esistono software che, a parità di potenza di calcolo e di funzionalità, hanno tariffe d’utilizzo calcolate sulla base del numero di utenze, adattandosi quindi a qualunque dimensione aziendale).Un esempio tipico è quello delle aziende del settore Vitivinicolo, così importanti per le nostre zone e la nostra cultura.
Nel basso Piemonte, tra Langhe, Monferrato e Roero, si contano molte grandi realtà, con volumi di produzione di milioni di bottiglie l’anno, ma anche tantissime piccole e medie imprese.
L’esigenza primaria è però in realtà sempre la medesima: conoscere precisamente l’andamento complessivo aziendale.
Per tale ragione molti piccoli e grandi imprenditori del settore hanno intrapreso lo sviluppo di un processo di BI, investendo, prima ancora che nel software, nell’organizzazione e nel flusso delle informazioni, con risultati nella maggior parte dei casi molto positivi.
Da un’analisi delle diverse implementazioni nel settore, si possono ottenere alcune informazioni interessanti.
Anzitutto, la trasversalità del processo è evidenziata dal fatto che aziende diverse utilizzano la BI per monitorare aree differenti: Alcune realtà hanno sviluppato maggiormente le analisi commerciali (analisi geografiche, fidelizzazione della clientela, ma anche gestione di provvigioni, premi di vendita, mediazioni, promozioni presso i punti vendita…), altre le analisi dell’area produttiva (distinte basi dei prodotti – siano essi bottiglie, cartoni, cassette, astucci… -, monitoraggio dei costi di produzione…), fino ad arrivare alla redazione di conti economici e reportistica di carattere più direzionale, con livelli di aggregazione più elevati.
C’è poi chi ha sviluppato maggiormente l’analisi dell’area acquisti, per monitorare puntualmente i propri fornitori e il volume da questi generato, mentre altri hanno utilizzato la BI per ovviare a problemi organizzativi sorti con le nuove normative: qualità certificata, tracciabilità dei prodotti, gestione dei disciplinari…Molte delle Aziende che hanno costruito un processo di BI si sono accorte di come tale processo debba crescere di pari passo in tutte le aree: si rischierebbe, altrimenti, di concentrarsi unicamente sulle aree dov’è disponibile la maggior quantità di dati, tralasciando le altre. Una visione il più possibile completa, magari ad un livello di aggregazione più elevato, invece, è molto più efficace in quanto supporta meglio il management nel processo decisionale, partendo da una base informativa equilibrata.Inoltre, è interessante notare che al crescere delle dimensioni dell’azienda, aumenta la complessità (complessità, non difficoltà) del processo di Business Intelligence. La cosa può sembrare ovvia, ma d’altro canto denota ancora una volta la BI come processo organizzativo, più che informatico. Infatti, lo sviluppo del software è (quasi) indipendente dalle dimensioni dell’azienda: a fare la differenza è il numero di persone coinvolte nel processo, che devono essere coordinate ed organizzate. Al crescere del numero di persone che partecipano al processo, cresce anche la complessità del processo stesso.Tra le aziende Vitivinicole, possiamo distinguere diverse realtà, da quelle a carattere più “industriale” a quelle più “artigianali”, con diverse gradazioni intermedie. Spesso le prime ricercano una produzione di vasta scala, mentre le seconde spingono solitamente su una maggior qualità, anche a scapito della produttività. In questo caso i fattori di successo cambiano profondamente, e così gli indici che li misurano.Un esempio: l’azienda che punta a produrre molto, tiene certamente conto del numero di bottiglie complessivo, della velocità delle linee di imbottigliamento, ecc. I dati statistici relativi sono spesso elaborati direttamente dalle apparecchiature di linea, ed interpretati tramite un software apposito. In un’azienda che punta più sulla qualità che sulla quantità, invece, i punti di forza possono essere molto diversi: è meno importante, per esempio, il numero di bottiglie/ora, mentre risultano fondamentali pressioni e temperature di lavorazione.E’ spesso difficile che un software gestionale riesca a soddisfare tutte le esigenze di analisi degli indicatori necessari, che variano da azienda ad azienda, sia in ambito produttivo, come nell’esempio, sia naturalmente in ambito amministrativo, commerciale e gestionale.Un processo di BI ben strutturato, invece, è costruito ad hoc per fornire nel modo più rapido e preciso le informazioni necessarie per ciascuna specifica realtà, assecondando le esigenze di controllo di coloro che ricoprono ruoli di responsabilità, e agevolandoli, in ultima analisi, nel loro lavoro.Nel corso degli ultimi anni, Bios Management ha sviluppato un'esperienza e una competenza specifica nel settore, supportando nell'implementazione di sistemi di Management Intelligence molte Aziende vitivinicole, con fatturati tra i 5 e i 100 milioni di euro.




