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Basilea II: Il Piano Industriale come strumento di accesso al credito

Quanto conta realmente il rating per la concessione del credito? E' conveniente investire per calcolarlo?

March 25, 2008
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Basilea II: Il Piano Industriale come strumento di accesso al credito
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Di Basilea II tanto si è detto e tanto ancora si dirà. La documentazione oggi disponibile parla di rating e di punteggi, parla di parametri da rispettare, parla essenzialmente di fattori puramente numerici che influenzano le modalità di erogazione di un finanziamento da parte degli istituti di credito.

Basandosi su questo, diverse tra le figure che hanno a che fare con le aziende (commercialisti, consulenti, ecc) hanno proposto una soluzione “su misura” al problema, provando a calcolare il rating prendendo i dati aziendali e combinandoli in lunghe formule spesso facilmente reperibili su Internet, e vendendo questo servizio a peso d’oro, come fosse la “soluzione del problema Basilea II”.

Il calcolo del rating è certamente utile per dare un’indicazione di massima della situazione aziendale rispetto ai parametri previsti, ma presenta due tipi di problemi.

Il primo è che non esiste un processo di calcolo univoco, che inquadri l’azienda allo stesso livello per tutte le banche. Ogni istituto ha il suo metodo di calcolo sempre riservato che, seppur di poco, può differire dagli altri per il peso che assegna alle diverse componenti. Ad esempio, un’azienda valutata positivamente secondo le logiche quantitative, può essere giudicata differentemente introducendo i parametri qualitativi, o pesando differentemente le due componenti del calcolo del rating stesso. Inoltre, ben difficilmente questi sistemi riescono ad elaborare e/o pesare quella parte del rating determinata dai dati andamentali rilevati dalla centrale rischi utilizzata dagli istituti di credito!

Un sistema “autonomo” di calcolo, dunque, può avere solo un valore puramente indicativo.

Il secondo problema è invece di natura più filosofica, e deve essere affrontato partendo dai concetti che stanno alla base degli accordi di Basilea II.

Questi concetti parlano di accesso al credito agevolato per aziende solide e con buone prospettive, di maggior rischio nella concessione di finanziamenti ad aziende meno “credibili”, o con progetti non definiti per il futuro.

Vedendo l’argomento da questo punto di vista, è evidente che i numeri sono importanti, ma lo è ancor di più l’organizzazione strategica dell’azienda, a breve, medio e lungo termine, così come la presenza di progetti concreti, solidi e ben strutturati.

A questo proposito, va infatti segnalato che gli istituti di credito per l’erogazione dei finanziamenti, a fronte di richieste ingenti di capitale, chiedono oltre ai dati numerici anche un Piano Industriale (cui ci riferiremo in seguito anche come “Business Plan”).

E’ proprio questo Piano Industriale che fa la differenza nella concessione del credito. Deve ovviamente essere ben concepito, credibile e attuabile, monitorabile, e deve soprattutto evidenziare il valore aggiunto che deriva dall’utilizzo del credito eventualmente concesso.

E’ bene qui fare un breve inciso per descrivere le caratteristiche di un Business Plan. In questo documento, il Management Aziendale deve dettagliare in modo adeguato le azioni che saranno intraprese per raggiungere gli obiettivi strategici (si parla dunque di medio-lungo termine). La descrizione di tali azioni deve essere focalizzata sulla creazione di valore nel lungo periodo, e deve comprendere, oltre alle visioni strategiche, una “guida” per la gestione operativa delle diverse attività.
Requisiti fondamentali per la redazione di un buon Piano Industriale sono naturalmente l’attendibilità di quanto riportato e la coerenza tra strategia di alto livello e attività operative. Oltre a questo, però, deve essere indicata la sostenibilità finanziaria di quanto descritto. E’ proprio qui che entrano in gioco i rapporti con gli istituti di credito.

La presentazione di un Business Plan di buon livello può essere quel “di più” che permette all’Azienda di strappare condizioni migliori per l’erogazione di un finanziamento.

Mi permetto di scrivere queste parole forte dell’esperienza che BIOS ha maturato nella gestione di queste problematiche, con un’attività di consulenza alle Aziende mirata non all’applicazione di due formule matematiche, ma alla condivisione e alla strutturazione di un progetto concreto, con le carte in regola per ottenere i finanziamenti necessari a condizioni vantaggiose.