Basilea II


Proseguendo il percorso formativo iniziato nel 2003 con il seminario su “La riforma del diritto societario”, al quale hanno fatto seguito i convegni su “Piccola e media imprenditoria femminile” e "Le novità nei bilanci di esercizio", la Banca C.R. Asti organizza una serie di seminari tra i quali:
BASILEA II:
IMPLICAZIONI PER IL SISTEMA BANCARIO E AZIENDALE
MARTEDÌ 9 MAGGIO 2006 ORE 17 – Hotel Savona Alba
Oltre a Carlo Demartini Vice direttore Generale della Cassa di Risparmio di Asti S.p.A. e al Dott. Rosso Dottore Commercialista e Professore di Diritto Commerciale presso l’Università del Piemonte Orientale interverrà come relatore il Dott. Fabio Ghi Partner Ghi & Associati.
Link: http://www.bancacrasti.it/page.asp?num=15&voce=news
L’obiettivo del seminario è quello di sensibilizzare gli operatori economici interessati riguardo ai problemi aperti dall’applicazione dei nuovi parametri di Basilea II e dall’introduzione dei nuovi strumenti di valutazione delle piccole e medie imprese.
Il tema dell’accesso al credito per le PMI riveste sempre più un’importanza cruciale per lo sviluppo dei sistemi locali, il luogo ideale ove si realizza la crescita del tessuto imprenditoriale.
Recentemente, si e innalzato il livello di attenzione su tali temi, grazie alla cassa di risonanza del dibatto a livello nazionale ed internazionale relativo all’introduzione a partire dal 2007 del nuovo accordo di Basilea II, una scadenza per la quale la maggioranza delle PMI sembrano essere ancora poco preparate.
A un anno dall’entrata in vigore di Basilea II, secondo un’indagine effettuata a Bpm Lab, Osservatorio sulle pratiche manageriali delle imprese italiane realizzato da OutlookSoft, azienda di corporate performance management (Cpm) in collaborazione con l’Università Carlo Cattaneo - Liuc di Castellana, il 68% delle aziende italiane si dichiara pronta ad affrontare i cambiamenti dettati dalle nuove norme ma il 54% delle stesse ammette di non avere attivato nessun processo di tipo auto-valutativo e quasi il 70% non ha ancora provveduto al calcolo di un bankability rate. Inoltre il 69% delle aziende che ha effettuato un’auto-valutazione non ha usato nessun tipo di software specifico.
La realtà imprenditoriale italiana rivela non poche lacune in materia di corporate management, nonché scarsa dimestichezza e inadeguatezza di fronte a nuovo quadro normativo, ma la posizione delle imprese italiane nei confronti di Basilea II è comunque sostanzialmente positiva: il 60% del campione considera l’entrata in vigore del nuovo quadro normativo un’opportunità per uniformare “le regole del gioco” a livello europeo, in grado di offrire all’azienda la possibilità di affrontare in modo più razionale l’approccio con il mercato. Rimane, secondo gli esperti che hanno condotto lo studio, la sensazione preoccupante che le aziende italiane ancora oggi non abbiano compreso a fondo il forte impatto dell’analisi qualitativa sul calcolo del rating della propria azienda.
I sistemi valutativi per il calcolo del rating da parte delle banche saranno, infatti, sempre più focalizzati sulle informazioni di natura qualitativa: le variabili del business plan, dell’analisi settoriale e del posizionamento dell’azienda, della sua storia, dell’analisi del profilo strategico e organizzativo incideranno in maniera crescente e profondamente nel determinare la valutazione del rischio dell’impresa.




